Amico Clima

 

Ottobre 2004:

 

METEO-WEB: GLI ENTI ISTITUZIONALI E LE TRUFFE MASCHERATE.

Vermezzo, 25 ottobre 2004

 

Capita sempre più spesso di leggere articoli, sentire notizie o ascoltare esperti a vari livelli, che trattano di tematiche inerenti la meteorologia, o per essere più precisi, attinenti le scienze dell’atmosfera. Questo vastissimo e piuttosto recente campo di studio è oggigiorno soggetto a forzature, sfruttamenti di vario genere, speculazioni e talvolta mistificazioni, tali da far emergere con chiarezza la necessità, da parte di chi si occupa che di una piccola parte della grande famiglia dei fenomeni naturali, di contribuire a fare un po’ di chiarezza.

Non di rado giunge la notizia di record inesistenti, di spiegazioni approssimative o totalmente errate sulle tendenze climatiche, di eventi meteorologici perfettamente normali che vengono presentati come eccezionali sulle prime pagine di quotidiani o nei titoli di qualche telegiornale con scarsa sensibilità scientifica. Il clima viene confuso con le condizioni meteorologiche, viene detto che l’effetto serra è provocato dall’uomo, capita di assistere a previsioni meteorologiche per l’intero territorio nazionale divulgate alla televisione nel lampo di un minuto, si è sentito e pubblicato a riguardo di profezie a cadenza mensile di alluvioni mai verificatesi, spesso si parla di 35 °C con il 95% di umidità su molte città italiane, le vaghe stime di valori di temperatura percepita vengono confusi con quelli reali, ecc… L’elenco potrebbe riempire pagine e pagine di spazio web…

 

Tutto questo per varie ragioni: sicuramente la più evidente la superficialità sociale alla quale ci stiamo abituando un po’ tutti, giovani e meno giovani, superficialità che è una consuetudine che invade anche il modo di fare le cose ed i rapporti con le persone. Ci sono però due motivazioni meno ovvie, sottili a vedersi e che molti ricercatori, insegnanti, lavoratori e genitori so bene che condividerebbero… La prima si può inquadrare nello stile competitivo ed utilitaristico che permea buona parte del vivere quotidiano, infatti per qualcuno può essere comoda una notizia a metà (e quindi falsa), fa audience, permette di parlarne in un secondo tempo perché non si è capita prima, quindi porta maggior visibilità e di conseguenza gli introiti sono maggiori ed il “prestigio” acquisito all’interno del neocapitalismo mass-mediatico risulta aumentato… La seconda va ricercata invece nell’occasione propizia per qualche esponente che ha delle responsabilità per far carriera, perché il terrorismo psicologico fatto con previsioni di eventi catastrofici, sono quasi l’unico modo per ottenere finanziamenti pubblici o per far sopravvivere il proprio ente di ricerca. Inoltre non credo di esagerare dicendo che qualcuno si culla del fatto che la maggioranza della popolazione italiana è piuttosto ignorante in fatto di materie scientifiche, e che quindi ritiene sia meglio mantenere tale per conservare il proprio status….

 

Questi articoli di approfondimento scientifico vorrebbero andare contro la superficialità, gli interessi economici personali, e chissà quali altri interessi di parte e dispendiosi. Sono rivolti in primo luogo agli alunni delle scuole medie, ma sono utili anche per quelli delle superiori e a tutti coloro ai quali interessa approfondire quello che giunge al loro orecchio in modo banale e fuggitivo riguardo la meteorologia, il clima ed il comportamento dell’atmosfera in generale. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere tutti coloro che non si sentono arrivati o che pensano di sapere già tutto…i ragazzi sono un esempio di umiltà in questo senso!

All’unisono con l’intero progetto “Amico Clima”, queste righe scritte dopo il lavoro, sottraendo tempo alla famiglia, allo svago e talvolta anche al riposo, vogliono essere una piccola collaborazione con i centinaia di validi e seri ricercatori italiani, laureati in fisica, ingegneria o altre discipline scientifiche, che lavorano in Italia, che hanno esperienza pluriennale nei settori di studio delle scienze dell’atmosfera, che si sforzano di contribuire onestamente, magari a fronte di un modesto assegno di ricerca o di un contratto di ricerca a tempo determinato, al vero progresso scientifico (volutamente non si è usato il termine tecnologico, perché sono due cose diverse, al contrario di quanto spesso affermato dai mass-media). Per fortuna esistono persone appassionate del proprio lavoro ed amanti della natura, che non hanno come primo obiettivo quello del successo personale o di accumulare ricchezze, ma lo studio approfondito di fenomeni per nulla banali, che se capiti fino in fondo, possono essere il primo passo per salvare vite umane, evitare sprechi di soldi e di preziose risorse…e perché no, sfruttare efficientemente e nel rispetto dell’ambiente le tanto acclamate fonti di energia rinnovabili, giovando in ultima analisi sul portafoglio del singolo cittadino.

Il nostro umile contributo vuole quindi inserirsi parallelamente a queste forze di studio, lavoro e divulgazione scientifica, che aimè vedo che sono poca cosa di fronte all’arrivismo, alla falsa attenzione all’ambiente, e ad altre poco lodevoli qualità che è meglio tralasciare di citare, che purtroppo spesso emergono quando si volta pagina dopo qualche conferenza, riunione o chiacchiere televisive dal genere alquanto vago e dubbio.

 

Anche dal mondo del giornalismo scientifico emerge la richiesta di aiuto per divulgare tematiche così difficili, proprio per la consapevolezza dei limiti delle conoscenze di chi spesso è chiamato a scrivere. I nostri sforzi accolgono pienamente l’invito di Federico Pedrocchi, giornalista scientifico di “Il Sole 24 Ore”, esteso a tutti gli studiosi presenti il 19 giugno 2004 a Sestola (MO) in occasione del convegno “Quattro Passi nel clima che cambia”, cioè che devono essere gli scienziati in prima persona ad accollarsi l’onere di fare divulgazione sugli argomenti che studiano. La comunicazione scientifica ha bisogno di tempo, che è nemico di quel processo di uso superficiale e spettacolare dell’informazione, che purtroppo, sostiene Pedrocchi, la maggior parte dei soggetti che fanno informazione usano per vendere se stessi, non l’oggetto dell’informazione!

 

Siamo consapevoli che questa piccola e faticosa goccia di formazione scientifica immersa nell’oceano di comoda superficialità avrà poca visibilità, ma chissà, come spesso succede nell’atmosfera, spesso le cose che non si vedono producono grandi effetti….

 

Gli ideatori del progetto “Amico Clima”, con tutto il prezioso staff di insegnanti che ha collaborato e tutt’ora lavora per arricchirlo di valore e contenuti, ritengono che formazione umana, culturale e scientifica debbano viaggiare parallele, affinché possano formarsi uomini e donne con vere capacità critiche, perché, come disse un grande uomo, Lord Baden Powel of Gilwell (1857-1941), fondatore del Movimento Scout, nonché precursore dei moderni metodi educativi per ragazzi e giovani, “…Procurate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato e quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere fatto del vostro meglio…”.

 

F. Sudati

Amico Clima

 

Novembre 2004:

 

IL FREDDO E’ ARRIVATO: SIAMO IN INVERNO?

 

Dicembre 2004