Amico Clima

 

METEO-WEB: GLI ENTI ISTITUZIONALI E LE TRUFFE MASCHERATE.

 

Vermezzo, 30 ottobre 2004

 

Ci si potrebbe chiedere come mai, in questa sezione chiamata “approfondimento scientifico del mese”, compaiano anche articoli attinenti tematiche che, in apparenza hanno poco di scientifico. Le motivazioni esposte a sostegno dell’attività di divulgazione scientifica in ambito scolastico, necessitano di un chiarimento in merito a quali enti in Italia svolgono servizi professionali in ambito meteorologico, cioè di coloro che si occupano di attività veramente scientifiche, per distinguerle da una vasta panoramica di semi-truffatori, che dilagano in internet in questi anni e che di fatto non fanno altro che riciclare prodotti realizzati da altri.

La meteorologia in Italia ha una storia ed una situazione presente particolari, diverse da quelle degli altri Stati occidentali, in cui spicca una profonda diversificazione in competenze, responsabilità e servizi offerti. Al di là delle conseguenze pratiche che queste differenze comportano a livello economico, politico e sociale, ci si vuole soffermare sull’attuale panorama meteorologico presente in internet, non per voler dare un’esaustiva situazione di quello che la rete offre, ma per mettere in guardia i giovani navigatori dalle bugie, spesso ben colorate e camuffate, che si trovano dinanzi, e perché queste righe possano essere anche uno strumento di formazione critica. Volutamente non si farà riferimento a questo o a quel sito, non per mancanza di esempi, ma perché il lettore avrà alla fine della pagina tutti gli elementi per scegliere in modo critico secondo le sue necessità e la sua intelligenza. 

  

Alcuni siti internet italiani che trattano di meteorologia, dichiarano migliaia o milioni di clic alla settimana. Partendo dall’assurdo presupposto che se fosse vero, vorrebbe dire che siamo tutti delle scimmiette collegate ad internet senza aver null’altro da fare nella giornata, mi sembra invece che sia  proprio il contrario: i soliti “quattro gatti” meteorofili che alla sera, non sapendo che altro fare, si dilettano a guardare le immagini da satellite riportate su internet… Infatti risulta evidente dalla notevole quantità di pubblicità che espongono, il fine del proprio operato: se avessero reali clienti per i servizi professionali che propongono, non ci sarebbe bisogno di riempire di banner propagandistici le pagine web! Inoltre in questi siti non c’è mai un curriculum vitae del personale che vi opera, al massimo l’elenco dei clienti che la Società o l’Associazione ha avuto. Ed è evidente che essendo il numero, di quelli che ha sperimentato e successivamente abbandonato il “servizio professionale” offerto, molto lungo in pochi anni, vuol dire molto probabilmente che non sono per niente affidabili le proposte fornite! (Mi è capitato di conoscere ex clienti di questi “maghi” che hanno provato e che sono invece usufruttuari da decenni dei prodotti del Servizio Meteorologico dell’A.M.! – vedi più avanti nell’articolo). Quindi è bene capire quali formazioni scientifiche ha colui che si propone come esperto… i maghi di scienze dell’atmosfera non esistono! Ma non è finita: c’è tutto un discorso che riguarda i dati meteorologici di partenza, da dove vengono, di chi sono e quale affidabilità hanno. Molte di queste Società o Associazioni, vendono in realtà dei dati che sono prodotti da organismi ben più grandi: istituzioni o enti di ricerca stranieri, tipicamente statunitensi (che tra l’altro sono quelli che hanno la politica di maggior libertà di diffusione delle conoscenze in ambito scientifico!), oppure dati che provengono dalla rete nazionale di rilevamento del Servizio Meteorologico dell’A.M., integrata con quella gestita dall’E.N.A.V. s.p.a. (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo)  o da alcune reti di stazioni regionali o provinciali curate dai rispettivi enti pubblici locali. Altre forme di reti di stazioni meteorologiche sono vere e proprie truffe, perché prima di tutto spesso ripetono camuffando un po’ i dati rilevati dagli enti citati, perché quasi sempre non hanno delle rispondenze alle normative vigenti in termini di rilevamento di dati meteo e perché non forniscono alcun elemento per valutare l’affidabilità del dato che forniscono (collocazione dei sensori, taratura, manutenzione, personale adibito all’uso, ecc….). Una stazione meteorologica non è infatti solamente qualche strumento collocato all’aperto, è molto di più, come insegnato agli alunni nel primo anno del progetto didattico “Amico Clima”! Figuriamoci una rete di stazioni meteorologiche.

Questo discorso non banale vale solo per i dati rilevati da stazioni meteorologiche, se volessimo affrontare l’argomento in modo compiuto anche per quelli che vengono prodotti dai calcoli di supercalcolatori, per mezzo di modelli di simulazione, il quadro si complica notevolmente. Ne diamo solo un cenno: come insegnato nel progetto didattico, i dati meteo rilevati dall’A.M. e dall’E.N.A.V. sono i mattoncini che, insieme a quelli rilevati in tutto il mondo da analoghi enti di finalità simile, servono ai grandi centri di calcolo (ne esistono pochi al mondo, l’Italia non ne possiede neanche uno!) per produrre i dati previsti per il futuro su tutto il globo terrestre, che costituiscono l’ossatura delle mappe che il previsore meteo usa (detto comunemente in Italia “meteorologo”) per estrapolare su una certa zona che tempo farà. Un esempio di mappa è quella che spesso si vede con la geografia Europea come sfondo e delle linee disegnate, a mano o con il computer, per esempio le isobare che individuano zone di alta e bassa pressione. Il problema allora qual è? Sta nel fatto che i centri che hanno la possibilità di avere computer così potenti (sono i computer più potenti in assoluto!) e numeroso personale altamente qualificato, necessitano di finanziamenti enormi, non di certo quelli che qualche centinaio di Euro di provento o il ricavo della pubblicità consente di avere, ne tanto meno staff di “esperti” formati da due, tre, dieci persone! Ecco spiegata la seconda truffa: le numerose cartine che la rete internet rende disponibile, lo ripetiamo, grazie soprattutto alla mentalità liberale nord-americana, viene sfruttata in Italia da molti meteorofili per fini commerciali o di altro personale tornaconto, cambiando nome, vagheggiando sull’origine dei dati forniti, abbellendo il sito internet, ecc… Pensate che tra i primi calcoli meteorologici fatti in Italia negli anni ’70, il Servizio Meteorologico dell’A.M, in collaborazione con alcuni enti di ricerca, metteva in campo centinaia di menti e miliardi di finanziamenti, per poter far girare solo un modello a scala limitata!

 

Le ragioni esposte invitano pertanto, chi desidera ottenere veri servizi professionali meteorologici, rivolgersi prima di tutto al Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, che svolge per l’Italia il compito di Servizio Meteorologico Nazionale, l’unico riconosciuto a livello dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, centro di raccolta primario dei dati meteo in uscita dal prestigioso Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, nonché nodo delle comunicazioni a carattere meteorologico di tutto il bacino del Mediterraneo. E’ anche l’unico, insieme all’E.N.A.V. s.p.a., che sicuramente possiede stazioni meteorologiche a norma O.M.M che forniscono dati controllati,  certificati e riconosciuti a livello internazionale. Inoltre l’Aeronautica Militare è l’unico istituto che fino a pochi anni fa deteneva in Italia il monopolio nell’istruzione in campo meteorologico: tutti o quasi gli over 35/40 che lavorano al di fuori della forza armata come meteorologi, sono stati, poco o tanto Ufficiali dell’Arma Azzurra… Anche oggi l’A.M. è l’unico ente riconosciuto a qualificare il personale osservatore ed informatore in servizio presso le vere stazioni meteorologiche. Esigenze a carattere locale possono essere soddisfatte dai Servizi Meteorologici Regionali, ma non tutte le regioni possiedono tali strutture e non tutte garantiscono standard operativi di livello soddisfacente, pur fornendo contributi significativi nell’ambito della ricerca .

Per finalità istituzionali volte alla ricerca scientifica va evidenziato il fondamentale ruolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in particolare per gli studi sull’atmosfera, l’Istituto delle Scienze dell’Atmosfera e del Clima che ha al suo attivo personale riconosciuto a livello internazionale e decenni di attività in materia. Tra l’altro questo prestigioso istituto è nato grazie anche ad una proficua collaborazione iniziata negli anni sessanta con l’A.M., che si manifesta oggigiorno attraverso il Centro Aeronautica Militare di Montagna – Monte Cimone.

Ovviamente sono da evidenziare le università che hanno attivato i nuovi corsi di laurea in meteorologia: Università degli Studi di Ferrara, Università degli Studi di Roma – Tor Vergata, Università di Bologna, Università degli Studi di Napoli «Parthenope». Si spera che in futuro anche altre prestigiose università italiane possano attivare corsi di laurea specifici.

Esistono poi realtà quali associazioni, dichiaratamente a carattere non lucrativo, che possono fornire qualche studio o ricerca particolare, previa disponibilità di fondi e personale impiegato a tal fine, e contribuire alla divulgazione della meteorologia, tra le quali è degna di nota la Società Meteorologica Italiana O.n.l.u.s.

Per il resto è buona norma diffidare, soprattutto quando accanto alla pubblicità, non viene nemmeno menzionato un curriculum scolastico e lavorativo riguardo la formazione di quelli che, impropriamente, forniscono dati e servizi privi di assicurazioni…

 

Il panorama presentato come “meteo-web”, è bene farlo conoscere subito agli alunni, al fianco delle lezioni tenute presso l’Istituto scolastico, al fine di cominciare a fare chiarezza, e per specificare anche che il nostro lavoro non si sostituisce a quello degli organi ufficiali, anzi si affianca ad esso e vuole essere uno stimolo per il futuro affinché non si disperdano le preziose risorse di cui la collettività dispone.

Per concludere anticipo una domanda che sarà venuta a chi, già da queste poche righe avrà percepito per sottointeso: a chi e a che cosa servono veramente le previsioni meteorologiche, oltre che per sapere se piove oppure no per la scampagnata domenicale, come limitatamente viene divulgato alla TV, sui giornali o in internet? Ci proponiamo di approfondire questi ed altri aspetti nei prossimi articoli che verranno pubblicati.

 

F. Sudati

Amico Clima